Coltivare la Vite è coltivare il paesaggio…

04 Novembre 2022

Questa è la considerazione che ispira il progetto “Terre di Vite”, un viaggio per assaporare la Campania a grappoli.

Dal 25 Novembre al 4 dicembre p.v. l’Associazione Terre di Campania APS, in collaborazione con la Comunità dei Domenicani del Santuario della Madonna dell’Arco e con il Priore Padre Gianpaolo Pagano, realizza l’evento “Terre di Vite” | “Campania in Grappoli”, un prezioso viaggio nel paesaggio vitivinicolo che mira a diffondere il valore di questo tesoro campano. Negli ultimi anni, il paesaggio è diventato un potente strumento di comunicazione e la pubblicazione “Terre di Vite”, realizzata da Giuseppe Ottaiano, documenta la vastità e l’unicità dei paesaggi viticoli della Campania, palcoscenico del saper fare dei viticoltori. Il vino, frutto di questa terra e dell’abilità di chi sa coltivarla e amarla, qui viene presentato e proposto attraverso i suoi paesaggi, nella sua dimensione visiva ed emozionale. Il paesaggio, memoria tangibile di comunità di uomini e donne che hanno costruito e tramandato una natura più bella e più ricca, si fa espressione di questa storia. Quando l’uomo coltiva la vite, coltiva il suo paesaggio: incide sulla terra il racconto della sua esistenza. Ne segue che le storie di ogni singolo vignaiolo di un territorio, diventano la storia della comunità.

Il vernissage di Terre di Vite

L’evento di presentazione che si terrà il 25 Novembre alle ore 18:00 si svolgerà presso i locali del Laboratorio Culturale Campania Bellezza del Creato siti presso il Santuario della Madonna dell’Arco in Sant’Anastasia prevede le seguenti attività:

  • Presentazione della pubblicazione Terre di Vite.
  • Videoproiezione di filmati sul paesaggio vitivinicolo della nostra regione
  • Mostra fotografica
  • Degustazione di vini irpini

“Campania in Grappoli”, la nuova installazione artistica

L’evento, inoltre, prevede la presentazione dell’installazione artistica “Campania in Grappoli”, composta da opere realizzate da artisti del territorio che danno vita ad una “collettiva” in cui l’Arte non è una mera decorazione, ma visualizzazione di un’esperienza che racconta il valore del territorio campano.